Stirare? No grazie!

“Voi italiane perdete un sacco di tempo a stirare. Ma vai a farti una passeggiata con tua figlia piuttosto!”
L’amica americana di una mia collega, che è stata ospite a casa sua per qualche settimana, ha proprio ragione. Quanto tempo si passa con il ferro da stiro in mano? (almeno due ore a settimana!)

Quante volte rinunciamo a qualche momento per noi stesse, per stare con le amiche, per fare quello che ci piace perché abbiamo “una montagna di cose da stirare”?

Da qualche anno io ho smesso di stirare! Detta così sembra che stirare sia un vizio. E forse per qualcuna lo è: chi stira le mutande, oppure i calzini… è proprio perché non può più farne a meno.

Comunque, io ho smesso. L’idea mi è balenata quando, durante la gravidanza, ho letto il libro “L’arte dell’allattamento materno”. Ricco di spunti e di suggerimenti (non solo inerenti l’allattamento, ma anche all’educazione, allo svezzamento e al rientro al lavoro) nel capitolo dedicato ai bisogni della famiglia scrive:

“Un buon punto di riferimento è anteporre le persone alle cose. Andare incontro ai bisogni dei membri della famiglia dovrebbe sempre precedere la cura della casa o di altre cose materiali.”

Una vera e propria pillola di saggezza. E siccome tra i membri della famiglia ci sono anch’io, ho imparato che stirare può venir dopo i miei bisogni e che si possono fare tantissime altre cose più piacevoli: giocare con Amélie, fare una bella passeggiata, andare a trovare un’amica, leggere un libro, preparare una torta, guardare NCIS o Zelig alla tv…

Ho trovato allora soluzioni alternative per non stirare.

• Con la “prova dei dieci minuti” (suggerita sempre nello stesso libro) ho appurato che un capo d’abbigliamento stirato, dopo poco che lo si indossa ha un aspetto vissuto e sgualcito; esattamente come un capo non stirato, ma indossato appena ritirato dallo stendino.

• Faccio molta attenzione a come stendo soprattutto i capi d’abbigliamento: felpe, maglie, magliette, pantaloni, gonne… invece che sullo stendino, li appendo con delle grucce ad un asta metallica fissata al muro. Chiudo le cerniere di pantaloni e felpe, e abbottono i bottoni. Praticamente si stirano da soli, grazie al loro peso. Poi li ripongo direttamente nella cabina – armadio con la gruccia, in modo da evitare le pieghe da cassetto (penso che nella casa nuova avrò pochissimi cassetti per capi distesi e tanti armadi per capi appesi).

• In lavatrice imposto una centrifuga ad un numero di giri non troppo elevato, in modo che non rimangano pieghe marcate sui tessuti. Inoltre, se si stende appena il lavaggio in lavatrice è finito, non restano pieghe sui vestiti.

• Ho scoperto anche che il calore del corpo stira da solo alcune pieghe da cassetto. Soprattutto i capi elasticizzati, come jeans o magliette di cotone, perdono le pieghe una volta indossati, perché si adattano alle nostre forme.

• Prima di stenderli, sbatto tutti i capi: le pieghe più grosse spariscono già così.

• Importantissimo è tirare un po’ i tessuti con le mani e soprattutto lisciare i bordi: colletti e maniche, bordi di lenzuola e asciugamani, la vita e le estremità dei pantaloni e dei jeans.

• I vestiti e le maglie “stropicciati” vanno di moda e non vanno stirati.

• Capi di lana, di pile, abbigliamento tecnico e sintetico non si stirano.

• Secondo alcuni gli asciugamani non vanno mai stirati… condivido perfettamente!

• Le lenzuola… a volte, in estate le rimetto sul letto non appena si sono asciugate. Altrimenti le piego bene tirandole un po’ con le mani e lisciandole con forza per appiattirle.

• Per me non vale la pena stirare nemmeno la biancheria intima, e i canovacci. Stiro le alcune maglie e le camicie, le tovaglie, quelle belle, e i tovaglioli: ma se stesi con accuratezza ci vuole poco.

• Mia cognata perde ore a stirare le tende: io ho preferito delle tende leggere leggere, che riappendo al palo ancora bagnate (ma non gocciolanti): in mezz’ora sono asciutte e stirate senza nessuna fatica!

Queste piccole accortezze permettono di ridurre al minimo l’uso del ferro da stiro, consentendo di risparmiare energie, fisica ed elettrica. Nei giorni di gran caldo è per me un bel sollievo l’idea di non dover accendere il ferro da stiro.

5 commenti (+add yours?)

  1. mamma oca
    set 01, 2011 @ 14:05:27

    Mi trovi perfettamente d’accordo e aggiungerei che quando si stendono le magliette ad asciugare basta fissarle sotto le braccia con le mollette e non si vedrà niente ! Ciao bellezza!!!!

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  2. sabby
    set 02, 2011 @ 13:37:00

    io stiro il minimo necessario,
    quelle cose proprio necessarie,
    ma sono completamente d’accordo!!

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  3. Alessandra
    set 21, 2011 @ 21:50:04

    io ho trovato un metodo eccezionale: tiro fuori dalla lavatrice subito dopo la centrifuga, apro il capo lo distendo lisciandolo con le mani su un piano (nel caso delle lenzuola le piego come se dovessi riporle), con il capo successivo faccio la stessa cosa ma lo metto su quello precedente praticamente formo una pila di capi uno sull’altro (nel caso delle magliette si possono piegare come se fossero asciutte), l’unica accortezza che ho è quella di mettere i capi pesanti sopra (es. asciugamani), lascio li per un paio di ore o anche meglio tutta la notte, poi stendo. vi assicuro si stirano da soli. quando raccogliete il bucato asciutto potete riporlo direttamente negli armadi. stiro solo le camice. PTOVARE PER CREDERE Alessandra

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