Ho letto molti libri sull’accudimento dei bambini, durante la gravidanza e in questi primi tre anni di Amélie. Questo libro uscito nel 2010 è diverso dagli altri. Non propone metodi preconfezionati, ma si basa sul principio che ogni bambino ed ogni genitore sono unici e competenti, in grado cioè di “portare avanti una sana relazione reciproca nel rispetto dell’individualità di ognuno”.
Sabato scorso sono stata alla presentazione del libro, organizzata dall’associazione Qui mamma ci cova.
L’autrice, Alessandra Bortolotti, psicologa perinatale, si occupa di puericultura, di fisiologia della gravidanza, parto e allattamento, è consulente e scrive per numerose riviste e siti internet per genitori. Ma soprattutto è mamma di due bambine. È stata la nascita delle sua figlie ad ispirare questo libro.
“Nonostante avessi la mia laurea e la mia esperienza di sette anni in ospedale, nei reparti di preparazione al parto, parto e post parto” racconta l’autrice “mi sono accorta quando ho partorito io, che mi mancavano un sacco di informazioni da mamma, sul perché la mia bambina aveva così bisogno di contatto, sull’allattamento… Allora sono andata a cercare una serie di informazioni che io da mamma avrei voluto avere: le giustificazioni fisiologiche, cioè come funzionano tutti i bambini del mondo. Come mai tutti i bambini del mondo hanno bisogno di un certo tipo di contatto, come mai la maggior parte dei bambini del mondo gradisce dormire vicino ai genitori, butta le braccia quando vuole essere preso, perché quasi tutti i bambini del mondo si svegliano la notte, almeno fino ai tre anni… io tutte queste cose all’università non le avevo studiate e quando ero in ospedale nessuno sentivo che le diceva alle mamme. Ho cominciato a sentire dentro di me una mancanza che negli anni si è rivelata poi una volontà di cercare delle risposte a queste mancanze…”
Con questo libro l’autrice vuole dar “voce alle mamme, perché all’inizio di ogni paragrafo ci sono voci di mamme, reali, che mi hanno raccontato le loro esperienze e io da quelle sono partita per scrivere il libro, perché mi interessava rispondere a me come mamma e alle mamme che mi hanno scritto”.
“Le mamme dentro di sé hanno una potenza infinita, le mamme i papà, le famiglie, sono loro i veri esperti dei bambini. Ogni mamma, ogni famiglia, è necessario che scelga con la propria testa, ma dopo un’accurata informazione, perché purtroppo certe informazioni non arrivano generalmente ai genitori; per esempio che è fisiologico fino ai tre anni che i bambini di notte si svegliano è un’informazione che non arriva quasi mai. E allora, cerchiamo di gestire questi risvegli e proviamo a capire quale sia il modo migliore per venire incontro a quella mamma e a quel bambini per trovare una sistemazione notturna in cui tutti dormano meglio, oppure proviamo ad intervenire sull’alimentazione, perché spesso i problemi di sonno sono dati anche da un surplus proteico nell’alimentazione serale…
…Le mamme vogliono avere un certo tipo di informazione per poi poter scegliere con la propria testa. Non si tratta di aderire ad un metodo ad un modello ad un etichetta, si tratta di avere delle informazioni per poi poter scegliere. Io vorrei semplicemente che le informazioni che io sono andata a cercarmi da mamma su internet o nei vari libri o sui manuali di neuroscienze per circa tre anni arrivassero alla maggior parte delle mamme, perché lo reputo un loro diritto.”
Un libro dunque che offre delle risposte alle mamme e “le rinforza” nell’operare delle scelte autonome e controcorrente di fronte ad una società in cui “esistono dei pregiudizi, delle credenze che non collimano con la normale strutturazione dei nostri bambini”.
La nostra è una cultura a “basso contatto, dove si pensa che i bambini devono essere tenuti nei contenitori fatti apposta per loro: pensate ad un bambino appena nato che è stato avvolto nell’utero 9 mesi, e viene messo nella cullina termica, viene portato via dall’ospedale nell’ovetto, poi viene messo nel passeggino, nel lettino, nella sdraietta… nella nostra cultura non circola nemmeno l’idea che se ne possa fare a meno oppure che non siano oggetti indispensabili, quando molte di queste cose possono essere sostituite tranquillamente da una fascia”.
Tutto ciò rispecchia una società adultocentrica impostata sulla produttività e sul consumismo e che non si cura di proteggere lo sviluppo affettivo dei bambini. “Quello di cui cerco di far riflettere nel libro è che la nostra non è l’unica cultura al mondo, anzi la nostra è una piccolissima minoranza di cultura a basso contatto. Non c’è bisogno di andare in Africa o nella tribù dell’Amazzonia sperduta, ma basta andare in Svezia, in Danimarca, in Giappone… dove ci sono comunque esperienze diverse.”
In questo libro si parla di quelli che comunemente sono chiamati vizi (allattamento, bisogno di contatto…), ma che in realtà sono bisogni oggettivi, primari e universali di ogni bambino. Riconoscere e rispondere adeguatamente ai bisogni dei bambini li aiuterà a crescere psicologicamente sani ed equilibrati, aumenterà la loro autostima e li agevolerà verso la conquista dell’indipendenza.”Tutti i bambini del mondo, quando nascono, qualsiasi colore della pelle abbiano… hanno bisogno di contatto. Questo bisogno di contatto veramente gli serve per sopravvivere. Il tatto è il primo senso che si sviluppa all’interno del grembo materno alla settima settimana di gestazione. Il tatto è il senso più sviluppato, serve proprio alla sopravvivenza. Il primo modo per soddisfare questo bisogno è l’allattamento…”
I temi dunque affrontati sono bisogno di contatto e allattamento, ma anche l’essere genitori e l’essere nonni oggi, gravidanza, comunicazione efficace tra genitori e figli e fisiologia del sonno (argomento per cui è stato adottato tra i libri di testo dall’Università di Bari).
A volte scherzosamente mi lamento che quando è nata Amélie, nessuno mi ha dato il libretto di istruzioni: ora l’ho trovato, perché questo è un libretto di istruzioni, nel senso che descrive com’è fatta fisiologicamente la maggior parte dei bambini del mondo, ne spiega bisogni e necessità. Ma non dà istruzioni per l’uso; semmai invita i genitori ad ascoltare il proprio istinto ed il proprio cuore nell’allevare i figli, in tutta libertà lasciando da parte i pregiudizi culturali e le credenze popolari.
Se avessi potuto leggerlo in gravidanza (ma non era ancora stato pubblicato, sigh) di sicuro avrei affrontato il mestiere di mamma con più naturalezza, più sicurezza e meno timore di essere giudicata, per le mie scelte alternative alla cultura dominante.
Un libro che consiglio vivamente, non solo alle future mamme, ma anche ai papà, agli educatori, soprattutto quelli che operano nei primi anni di vita del bambino, e anche alle nonne!
Ringrazio l’autrice Alessandra Bortolotti per avermi autorizzata a riportare parte della sua presentazione e a pubblicare le foto.
Link utili:
Psicologia Perinatale – sito ufficiale di Alessandra Bortolotti










ott 13, 2011 @ 15:51:36
Che bel lavoro! complimenti e GRAZIE PER LE FOTO!
Anche io ho adorato da subito questo libro. Non per niente è stato infatti scelto per inugurare Qui Mamma Ci Cova
ott 14, 2011 @ 17:08:19
Anche per me alcune cose sarebbero andate diversamente se avessi avuto un libretto di istruzioni per il Malandrino. Quando lui aveva circa 7 mesi ho trovato una guida in un libro scritto da Grazia Honegger Fresco che si intitola “Abbiamo un bambino”. Lei è montessoriana e il libro descrive i bambini, le loro abitudini e propone un atteggiamento di accoglienza nei loro confronti. Io l’ho trovato molto confortante in alcune circostanze. Comunque mi hai incuriosito con la tua recensione. Mi sa che me lo compro questo libro.
ott 20, 2011 @ 13:11:40
Ero gia’ una mamma ad ”alto contatto”, ma questo libro mi ha davvero aperto gli occhi…. L’ho letto quando il bebe’ aveva 4 mesi, e da allora ha contribuito non poco alla mia crescita come mamma… grazie alla brava psicologa che l’ha scritto!!!! …ecco… non riesco a toglierlo dal comodino… ogni tanto torno a spulciarlo
ott 27, 2011 @ 01:10:18
guarda, ti ringrazio immensamente per questa segnalazione, appena posso vado a procurarmi il libro. sono una mamma anch’io, una mamma un po’ speciale, e ho ancora tantissimo da imparare. soprattutto devo imparare a saper convincere gli altri che nonostante le mie difficoltà oggettive posso essere comunque una buona mamma! grazie ancora!
ott 27, 2011 @ 21:15:00
Ciao! So che sei una mamma speciale, ogni tanto vengo a trovarti nel tuo blog. Sono io che devo ringraziare te, per il tuo entusiasmo e per l’amore per la vita che riesci a trasmettere.
Grazie per essere passata di qui.
Un abbraccio.
ott 27, 2011 @ 21:26:55
wow! mi hai commosso!!!
ott 27, 2011 @ 21:32:51
Ho semplicemente scritto quello che penso. A presto.