Avete presente quei giorni in cui arriva il momento di preparare la cena, aprite il frigo e davanti a voi trovate il deserto? E pensate: “Accidenti, mi sono dimenticata di fare la spesa!!!”. Mi è successo ieri sera. Davanti a me, nel frigo, solo due enormi specie di rape, che mi fissavano con i loro occhi nascosti tra le protuberanze. “Cosa aspetti a mangiarci?” sembrava mi dicessero. Non avevo mai mangiato un ortaggio simile in vita mia, e soprattutto non avevo mai visto rape di quella forma e dimensioni!
Me l’ha portate la mia collega qualche giorno fa, spacciandomele per rape, ed io inesperta, non avevo avuto il coraggio di affrontarle. Hanno aspetto e dimensioni simili al sedano rapa, ma non sanno di sedano… sanno di cavolo.
Ho infatti scoperto, grazie ad un amico agricoltore, che si tratta di Cavolo Navone: il nome botanico è “Brassica napus” o “Brassica rapa”, della famiglia delle Crucifere. Assomiglia a una grossa rapa, che può pesare anche 3 kg, e cresce a pelo del terreno. È un ortaggio purtroppo dimenticato, coltivato solo da qualche fanatico della biodiversità.
Per me va sicuramente riscoperto, e cercherò di portarlo anche nel nostro orto, non solo perché ricco di sali minerali e per le sue proprietà antiossidanti, ma anche per il suo sapore più delicato rispetto a quello dei cavoli comuni, quindi adatto anche al palato più “raffinato” dei più piccoli
.
Insomma, ieri sera era giunto il momento di affrontare almeno uno di quei due cavoli (col frigo vuoto non avevo scelta). Per essere sicura che anche Amélie ne mangiasse, ho deciso di farne un risotto. Non l’ha solo mangiato, ne ha fatto un’ovazione!
Ecco come l’ho preparato (non ho le dosi… sono andata a occhio
).
Ho lavato e sbucciato un cavolo di medie dimensioni e l’ho tagliato a cubetti. Ho preparato un soffritto con una cipolla piccola e uno spicchio di aglio (ho poi eliminato quest’ultimo). Ho poi unito il cavolo al soffritto e l’ho cotto per una decina di minuti, fino a che si è ammorbidito, aggiungendo un mestolo di brodo vegetale. A questo punto ho tritato il tutto con il frullatore ad immersione (questo passaggio lo potete evitare se non avete bambini schizzinosi). Quindi, nella pentola del risotto, ho proceduto nella solita maniera: ho fatto brillare il riso in po’ di soffritto di cipolla, l’ho spruzzato con un po’ di vino bianco, quindi ho aggiunto il condimento di cavolo navone caldo (per non fermare la cottura del riso). Ho proseguito la cottura aggiungendo mano a mano del brodo bollente. Una volta cotto, ho arricchito con del pecorino sardo maturo. Buono!
Oggi invece l’ho provato nella pasta, con una ricetta classica (di questa non ho fatto la foto… avevamo troppa fame per ricordarcene): ho portato a ebollizione l’acqua per la pasta, nel frattempo ho mondato e tagliato a cubetti di circa 1 cm il cavolo navone. Quando l’acqua bolliva, dopo averla salata, ho versato i cubetti di cavolo e l’ho lasciato cuocere qualche minuto da solo. Ho quindi buttato anche la pasta (fusilli integrali). Ho scolato e condito a crudo con olio extravergine di oliva e peperoncino (eh certo… anche una bella grattata di pecorino… in casa lo adoriamo tutti).
Per Amélie, che non mangia piccante e non ama la verdura a pezzetti, prima di scolare la pasta, ho preso dalla pentola un po’ di cavolo e l’ho frullato. Ho poi condito la sua porzione (evitando di mettere nel suo piatto dei pezzi di ortaggio!!!) con la crema di cavolo e olio crudo. Ha ripulito il piatto.
W il cavolo navone!
Per maggiori informazioni sul cavolo navone e qualche altra idea su come cuocerlo clicca qui.
Per sapere come coltivarlo clicca sul sito Pianeta Donna.
Se non riuscite a trovarlo, potete acquistarlo on line su Cascina Cornale.
…
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dic 31, 2011 @ 18:22:47
davvero una cannonata!!!
gen 03, 2012 @ 10:13:00
Allora lo voglio assaggiare pure io!!! gnam gnam
gen 03, 2012 @ 17:14:17
Ciao Cate! Non ne ho più… però possiamo coltivarlo… un bacio!!!
gen 17, 2012 @ 18:36:36
qua da noi si chiama nabo (nap in valenciano) e lo usiamo anche grattuggiato in insalata! Buono!
gen 17, 2012 @ 20:57:36
Grazie per il consiglio. Lo proverò!
dic 03, 2012 @ 14:17:58
…mi sono imbattuta in un cavolo navone proprio oggi e l’ho subito comperato! (amo la verdura, e mi attira un mucchio soprattutto quella che non ho mai visto prima) però non avevo la più pallida idea di come affrontarlo, grazie per le ricette, credo proverò con il risotto! Grazie anche per aver cura del mondo.
dic 04, 2012 @ 18:07:49
Ciao. Grazie per essere passata nel mio blog.
Fammi sapere come ti è venuto il risotto.
Grazie e a presto.
dic 07, 2012 @ 16:14:28
…fantastico!
l’ho fatto ed era davvero buono! il mio era leggermente diverso dal tuo, non ho usato formaggio, e non ho frullato il cavolo, che è rimasto a pezzettini, che erano però morbidissimi e delicatissimi! Grazie ancora!
dic 07, 2012 @ 17:16:02
Sono felice che ti sia venuto bene e che ti sia piaciuto. Ti dirò che io tritavo le verdure nei risotti perché ad Amélie non piace vedere i pezzetti di verdura, ma ultimamente non si fa più problemi. Quanto al formaggio… noi lo adoriamo, in particolare il pecorino. Così capita che lo usiamo per le ricette più sfiziose.
A presto!
mar 08, 2013 @ 15:22:27
ciao !! sono arrivato al vostro sito partendo dalla ricerca di informazioni sulla coltivazione del cavolo navone, ormai è deciso, nel prossimo orto (biodinamico o quasi) non potrà mancare!! mi consigli di piantarlo in primavera e magiarlo a inizio estate o inizio autunno e mangiarlo in inverno, io sono in piemonte come indicazione sul clima….
Grazie e buon proseguimento di vita!
mar 12, 2013 @ 21:43:01
Ciao! Mi sono informata bene dal mio amico Pierluigi, cha ha una piccola azienda biologica… dunque… Il cavolo navone va seminato a fine giungo – inizio luglio, in alveoli (quelle vaschette da vivaisti), scegliendo un bel terriccio grasso. Dopo circa un mese le piantine vanno trapiantate nell’orto; Pierluigi consiglia di non aspettare troppo a trapiantare, perché le piantine si attaccano meglio al terreno dell’orto se sono piccole. Se non hai i semi, ma hai le piantine, che qui da noi vanno prenotate per tempo perché sono difficili da trovare, vanno trapiantate a fine luglio – primi di agosto. La raccolta si fa da fine ottobre – novembre in poi, dipende un po’ da come va la stagione.
Spero di esserti stata d’aiuto.
A presto.
Francesca
mar 13, 2013 @ 08:37:14
Grazie mille!! gentilisima per tutte le info… ora non mi resta che l’ardua impresa di trovare i semi!!!
Simone