Per quanto noi adulti ci ostiniamo ad acquistare i giocattoli più tecnologici e sofisticati per i nostri figli, loro preferiscono sempre i giochi più semplici, quelli che si prestano a molteplici utilizzi, o quelli creati con le nostre e, soprattutto, con le loro mani.
In questi giorni ci divertiamo a giocare a pescare. Quello che veramente mi stupisce è come Amélie apprezzi questo gioco nonostante gli “attrezzi” siano grossolani e approssimativi.
Con il cartoncino abbiamo realizzato dei pesci.
Amélie li ha colorati, poi con un po’ di scotch abbiamo applicato sui pesci le calamite acquistate tempo fa all’ikea.
La canna da pesca è un tubo di cartone, anche quello riciclato proveniente da chissà dove, con un nastro di tessuto, in fondo al quale abbiamo applicato un’altra calamita.
Un secchiello per raccogliere i pesci pescati e il gioco è fatto.
Ma non finisce lì. Perché se ci si stanca dei soliti pesci, se ne possono sempre creare di nuovi: “Mamma, mi disegni un pesce-pecora? E un pesce-elefante? E anche il pesce-topo!”
(Per rendere il gioco più “intrigoso”, ad alcuni pesci ho applicato delle calamite, che invece di attrarsi si respingono!)
Se volete vedere qualche altra versione più sofisticata di questo gioco, cliccate su…
Equazioni, per una canna da pesca fatta con del bambù
Homemademamma, per andare a pesca di colori, con pesci realizzati con spugnette
Ancora Homademamma, per un laghetto-gioco bellissimo
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