Un sogno che si realizza…

 

… e concretizza, un po’ alla volta, giorno dopo giorno. Un insieme di sentimenti, emozioni, aspirazioni, desideri, parole, incontri… ci hanno portato a fare una scelta di vita diversa.

1) Premessa

La nascita di mia figlia ha rivoluzionato la mia vita. Ma non come normalmente si pensa, perché ora ho meno tempo per me stessa, perché non posso andare in palestra o in piscina con la stessa frequenza di una volta, perché dormo poco, perché non si può fare tardi la sera… non sento tutto ciò come una limitazione. Ciò che è cambiato è il mio atteggiamento verso il mondo, sono cambiate le priorità, la scala dei valori, le amicizie, la coscienza. Ho capito (finalmente) quello che veramente voglio dalla vita. Voglio vivere in un mondo sano, sincero, fatto di cose semplici e genuine. Tutti probabilmente desiderano queste cose, ma spesso in questa società così frenetica si fa fatica ad avere il tempo anche solo per sognare un mondo diverso. Per me non si tratta semplicemente di un desiderio, ma di una esigenza, un bisogno che nasce dal profondo, dalla cui soddisfazione dipende il mio benessere psicofisico. Già dalla gravidanza (come fosse Amélie a chiedermelo) sentivo nascere in me questa nuova coscienza, questo bisogno di rinnovamento, una nuova responsabilità verso mia figlia e il mondo in cui l’avrei fatta vivere. Per mia figlia (e per tutti i bambini della Terra) vorrei un mondo innanzitutto più pulito, una vita più attaccata alla terra, alla natura e ai suoi ritmi.

Il primo cambiamento che Amélie mi ha chiesto di fare è stato in senso ecologico. Io e il mio compagno abbiamo iniziato a fare allora scelte diverse: fare la spesa in modo più sano e biologico, andare a prendere il latte in una fattoria qui vicino, fare lo yogurt in casa, produrre marmellate con frutta biologica proveniente dall’orto dei nonni o di altri amici, produrre il pane in casa (a mano, senza l’apposito elettrodomestico), bere l’acqua del rubinetto (che è veramente buona!), usare i pannolini lavabili anziché quelli usa e getta. Scelte che sono sicuramente molto dispendiose dal punto di vista del “tempo”, ma che risultano “risparmiose” per il portafoglio e soprattutto fanno bene all’ambiente (e ti fanno anche sentire meglio dentro).

2) Il sogno

Amélie, come tutti i bambini ama stare all’aperto. Quando va dai nonni, che hanno un bellissimo cortile, non vorrebbe più tornare a casa. Sono pianti e urla ogni volta. Ed io la capisco benissimo. Ho compreso da poco da dove arrivava l’inquietudine e il senso di vuoto che mi hanno accompagnato per qualche tempo. La gravidanza ha fatto riaffiorare in me i ricordi di quand’ero piccola e sentire la nostalgia dei giochi e della spensieratezza di quei tempi. Mi manca il sole, mi manca il profumo della terra bagnata dopo una pioggia, l’erba di un giardino da calpestare e che ti solletica i piedi. Nell’appartamento in cui viviamo non c’è il giardino, per cui, per poter stare all’aria aperta bisogna sempre “uscire” di casa e spostarsi, andare a fare una passeggiata, o andare al parco. Mia figlia non può giocare a pallone o fare le bolle di sapone quando vorrebbe, magari finché le preparo la cena. Per quanto mi piaccia la nostra casa, da quando è nata mia figlia, ho cominciato a sentirmela “stretta”. Mi manca uno spazio verde in cui poter sedersi a leggere un libro, in cui godersi il tiepido sole primaverile, in cui sdraiarsi e guardare il cielo e contare le stelle e soprattutto un prato in cui mia figlia possa correre, saltare, rotolare, scoprire le “cioccole” (chiocciole), allevare le coccinelle, fare pic – nic all’ora di merenda.

 3) La decisione

Dopo molta esitazione, io ed il mio compagno Danilo abbiamo deciso di cambiare casa. Veramente, ho deciso io. Lui non ha le mie stesse esigenze, ma pur di vedermi felice farebbe qualsiasi cosa. Così è iniziata la ricerca di una nuova casa o di un terreno nelle contrade del nostro piccolo paese e su internet. Da tempo, nelle lunghe chiacchierate con una mia carissima amica Roberta, si parlava di questi sogni. Lei mi raccontava spesso di un’altra sua amica che vive in un ecovillaggio, di come sia riuscita a trasformare la sua esistenza rendendola vera, profonda e genuina. Spesso i racconti di Roberta fluttuavano nella mia mente e la parola “ecovillaggio” mi faceva sognare posti meravigliosi, verdi e rigogliosi. “Perché queste cose le fanno tutte lontane da qui?!” pensavo.

4) La realtà

È maggio 2010 navigo in internet e cerco casa tra gli annunci immobiliari. Vado su google, clicco ecovillaggio e apro il portale degli ecovillaggi. Leggo di un nuovo progetto di ecovillaggio a Schio. Schio? Ma è a 15 km da casa mia!

Clicco sul loro sito.

È impossibile per me spiegare ciò che ho provato nel leggere le pagine della San Rocco Community. Mi sembrava che qualcuno avesse tradotto e trascritto i miei sogni, i miei pensieri, le cose in cui credo.

Dopo qualche mese di dubbi e riflessioni (comprare casa non è come comprare un cappotto) eccoci qui: abbiamo messo in vendita il nostro appartamento per poter andare a vivere nell’ecovillaggio.

5) La paglia

La paglia è stato uno dei nostri dubbi più grossi. Sì perché le case dell’ecovillaggio sono costruite in paglia. Ma non come quella dei tre porcellini!! Qui si tratta di case vere, robuste, calde e ad impatto ecologico pari a zero. Ci siamo informati, abbiamo letto, partecipato a conferenze… Sì!!! Andremo a vivere in una casa di paglia.

6) E l’albicocco?

Nei miei sogni c’è sempre stato non solo un giardino, ma anche un piccolo frutteto, dove piantare un melo, un pero, un pesco, un prugno e soprattutto un albicocco. A casa dei miei genitori ce ne sono due. In estate producono un sacco di albicocche. Avete mai provato a staccare un’albicocca dalla pianta, sotto il sole estivo e mangiarla? Il calore dei raggi del sole ne esalta il sapore e la dolcezza.

Non so se sarà possibile piantare un albicocco lì nella casa nuova, probabilmente l’altitudine (700 m) ne renderà difficile la coltivazione. Ma ci proverò lo stesso!!!

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. gianna
    apr 29, 2011 @ 10:35:10

    ciao francesca!
    i sogni vanno sempre seguiti, sopratutto se senti un moto dell’anima che ti spinge a realizzarli…i tuoi sono sogni importanti, aneliti ad una vita migliore, che sia a dimensione ‘umana’ e non disumana com’è la maggior parte delle esistenze, dimentiche dell’Origine e della connessione con il Tutto…segui la Via che la Vita ti porta perchè la Vita è la Via e la Via è la Vita. Un gioco di parole per dire che quando segui l’anima, tutto arriva…perchè il Tutto è in Te.
    un abbraccio
    Gianna
    ps. se attivi un ricettario, ti invio un pò di sfiziose ricette bio, veg e vegan…

    Rispondi

  2. Alice
    set 14, 2011 @ 19:30:13

    Magnifico! ho visitato anche il sito della comunità/associazione culturale di San Rocco, propone molte attività…anche il progetto dell’ecovillaggio è davvero curioso non solo per i materiali utilizzati ma anche la disposizione degli edifici. Non vedo l’ora di vedere qualche altra foto :-)

    Rispondi

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